Isola del Tinetto: quanta roba per uno scoglio!

Estremità dell’arcipelago spezzino, l’Isola del Tinetto è separata dall’isola del Tino da non più di centro metri di mare e dalla superficie tanto ridotta da poter esser definito scoglio. Eppure questo scoglio ha tali unicità – dal punto di vista naturalistico e storico – da poter essere considerato una tra le parti fondamentali del Golfo.

La lucertola del Tino: soli 200 esemplari al mondo

Uno tra i piu’ piccoli – ed esclusivi – abitanti dell’Isola del Tinetto si chiama Podarcis muralis Tinettoi (Lucertola muraiola del Tinetto): e’ una sottospecie della piu’ diffusa Lucertola muraiola che si e’ differenziata dalle altre probabilmente 9mila-8mila anni fa.
La popolazione mondiale di questa lucertola e’ stimata dagli studiosi in 200 esemplari, che vivono principalmente sul Tinetto e poi su Tino e Palmaria (addirittura le colonie che vivono sul lato della Palmaria verso Portovenere presenterebbero comportamenti differenti da quelle che vivono sul lato che affaccia verso il Tino).

Il monastero: la piccola chiesa che ha dato vita all’insediamento monastico

Se il Tino e’ famoso anche per essere l’isola dell’eremitaggio di San Venerio, non si puo’ trascurare che e’ sul Tinetto che sorse nucleo dell’insediamento monastico che si sarebbe poi sviluppato piu’ compiutamente sull’isola sorella.

Il Monastero del Tino – Ph. Parco di Portovenere http://www.parconaturaleportovenere.it/

Nel VI secolo sull’Isola del Tinetto venne realizzato un piccolo insediamento monastico. Sul versante meridionale dello scoglio, un po’ coperti dalla vegetazione, si possono vedere ancora oggi i resti di un piccolo oratorio di unico vano; sulla parte pianeggiante, invece, ecco i resti di una chiesa a due navate a cui erano collegati l’oratorio e le celle dei monaci. Quando i Saraceni distrussero la struttura, il monastero si trasferi’ sul Tino.

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La Stella Maris: avviso ai naviganti per evitare il pericoloso Scogio do Diao

Davanti al Tino, una presenza discreta ed elegante si erge dalle acque: e’ la Stella Maris, una statua della vergine Maria che a mani giunte guarda verso il mare aperto.
E’ forse solo un segno dell’importanza spirituale delle isole dovuto alla presenza dei monasteri? Se questo e’ un aspetto che puo’ contare, va rilevato che la principale funzione della statua e’ quello di segnalare ai naviganti una pericolosa secca: O Scogio do Diao (lo scoglio del Diavolo). e’ su questa roccia che poggia la base delle statua.

La foto della Stella Maris in copertina e’ di Marcello DiFrancesco

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