Visita al Castello di Fosdinovo, teatro della macabra storia di Bianca Maria Malaspina

Tra le mura del Castello di Fosdinovo, in Lunigiana, si aggira ancora lo spirito inquieto di Bianca Malaspina, una giovane marchesina vittima di un amore proibito e di una tragica vendetta.

Una leggenda che dura nel tempo, confermata da una macabra scoperta

Ancora oggi, alcuni abitanti del paese giurano di aver visto il fantasma di Bianca vagare tra i camminamenti del castello illuminata dalla luce lunare. La sua figura, avvolta in lunghi capelli bruni, emana una profonda malinconia, come se non riuscisse a trovare pace.

Durante alcuni lavori di restauro del castello, avvenuti nel cuore della Lunigiana storica, fu fatta una macabra scoperta. In una piccola cella sotterranea vennero rinvenuti i resti di una giovane donna, insieme a quelli di un cane e di un cinghiale.

In molti non ebbero dubbi: si trattava certamente dei resti di Bianca Malaspina Aloisa, una marchesina dal destino tragico. La giovane, innamorata di un uomo di umili origini, fu uccisa dal padre, che non poteva accettare un simile mesalleanza.

Amore e morte:

La storia di Bianca Malaspina è una leggenda carica di dolore e di passione. Un amore impossibile, osteggiato dalla famiglia e dalla società, che condusse la giovane a una morte prematura. Il suo fantasma, ancora oggi presente tra le mura del castello, rappresenta un monito contro l’intransigenza e un inno all’amore eterno, capace di superare anche le barriere più invalicabili.

Una donna in costume d’epoca, ph. karmanews.it

Bianca Maria Aloisa Malaspina e il suo amore disperato

Avvolta nel mistero e nell’oblio, la figura di Bianca Malaspina rivive nelle leggende della Lunigiana, raccontando una storia di ribellione, amore proibito e tragica morte.

Di Bianca Malaspina, unica figlia femmina del Marchese Giacomo II di Fosdinovo, si sa ben poco. Nata intorno alla metà del XVII secolo, la sua esistenza è stata oscurata dal silenzio della storia. Nessun ritratto la ricorda, nessun onore le è stato riconosciuto.

Alcuni ipotizzano che il suo aspetto albino possa essere la causa del suo oblio. La tradizione di nobili donne albine e infelici è diffusa, e si potrebbe pensare a un’influenza di storie simili.

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Una ribellione contro il destino crudele

Tuttavia, è più probabile che la sua scomparsa dagli annali sia dovuta alla sua ferrea volontà di opporsi al padre. Fin da giovane, Bianca rifiutò con caparbietà il matrimonio con un nobile di una casata vicina, imposto dal Marchese.

Il suo cuore apparteneva allo stalliere della fortezza, un uomo di umili origini con cui condivideva un amore sincero e ricambiato. Il padre, infuriato per la disobbedienza della figlia, decise di punirla severamente.

Bianca venne reclusa in un convento, ma nemmeno la vita monastica riuscì a spegnere il suo amore. Continuò a incontrare il suo amato di nascosto, forse rimanendo addirittura incinta.

Il Marchese, accecato dall’ira e dall’inaccettabilità della situazione, fece uccidere lo stalliere e, con un atto di inaudita crudeltà, murò viva Bianca nei sotterranei del castello. La giovane venne rinchiusa insieme a un cinghiale, simbolo della sua ribellione alla famiglia, e a un cane, fedele compagno del suo amore perduto.

Da quel tragico giorno, urla di terrore e visioni di donne che vagano nella notte a Fosdinovo sono frequenti. La leggenda di Bianca Malaspina continua a vivere, alimentando il mistero e il fascino di questa storia di ribellione, amore e morte.

Lo stemma della Casata della Ramo Fiorito della Famiglia dei Malaspina, signori di Lunigiana

A noi moderni lettori di questa triste storia viene da pensare che questo genitore fosse un infelice che non sapeva dare ad Aloisa l’amore di padre che spettava alla sfortunata fanciulla.

In realtà, però, la determinata Bianca Maria fu semplicemente vittima del suo tempo, nel quale a nessuna donna, specie se blasonata, era concessa alcuna autodeterminazione. 
Del resto, Giacomo non sembrò avere un buon rapporto con i figli, perché il figlio Andrea venne accusato di tentato parricidio

Per il resto, il signore del ramo fiorito della Casata dei Malaspina, signori di Lunigiana, è ben ricordato nella storia della sua famiglia e dell’intera regione. Insieme alla moglie fu un importante regnante di Fosdinovo, che sotto il suo marchesato diventò centro nevralgico delle comunicazioni della Lunigiana, e il suo castello sempre più imponente e festaiolo: si dice che i due si dedicassero a feste ed eccessi

Ricostruì l’Oratorio dei Bianchi, bruciato nel 1501 (1641-53), il Marchesato di Gragnola tornò sotto il potere dei Malaspina di Fosdinovo (1644) e nel 1636 il Castello arrivò a contare ben 800 “fuochi”.

Il magnifico castello di Fosdinovo

Il Castello di Fosdinovo, teatro della tragedia di Bianca Malaspina. Ph Federico di Dio

Il Castello di Fosdinovo è la struttura meglio conservata tra le dimore fortificate lunigianesi dei Malaspina.  Fu la costruzione difensiva del castro di Fosdinovo a partire dal XII secolo, e dal XIV ospitò la dimora del marchese del ramo fiorito della casata, per la sua posizione dominante con una visuale straordinaria su tutta la vallata fino al mare, divenne la base del suo grande feudo di Lunigiana, e vide fortune alterne fino al XVIII secolo.

Il Castello oggi è un museo, un centro culturale dedicato alla produzione e alla diffusione delle arti contemporanee, una residenza per artisti e scrittori ed ospita al suo interno anche un piccolo bed and breakfast accogliente e suggestivo.

Visitare il Castello di Fosdinovo

La visita guidata al Castello di Fosdinovo si svolge il sabato e la domenica e dura circa 50 minuti.

Numero massimo consentito: 25 persone per gruppo.

La parte finale della visita presenta ripide scale e torri merlate.

Si prega di notare che la prenotazione dei biglietti è una priorità per l’accesso. È comunque possibile acquistare il biglietto d’ingresso anche direttamente alla Libreria del Castello per le restanti disponibilità.

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