Emanuele Albano, l’uomo che cercava le cozze e trovava i muscoli

Di recente, “Searching for Italy” di Stanley Tucci, sulla CNN, ha visitato gli allevamenti di cozze nel Golfo dei Poeti di La Spezia e ha assaggiato i deliziosi frutti di mare con vino locale.
Alla Spezia, le cozze vengono chiamate Muscoli, i muscolai sono gli allevamenti che si trovano spesso nel panorama marino locale e sono profondamente legati alla storia marinaresca del Golfo.

L’allevamento della cozza alla spezia è una delle attività di punta del mare spezzino, che ne segna i confini con le praterie agricole ei pali che affiorano dall’acqua nei pressi della diga e nel canale di Portovenere.

Nella meccanica, nel gusto e nell’economia locale, le cozze ei “muscolai” – gli allevamenti – sono la caratteristica spezzina più locale di sempre. Eppure tutto è partito con Emanuele Albano, ostricoltore pugliese.

Emanuele Albano allevamenti – ph Made in La Spezia

Da Taranto alla Spezia, come Emanuele Albano ha inseguito il perfetto “Cozza” e trovato il “Muscoli”.

Alla fine dell’Ottocento, Emanuele Albano era un allevatore di ostriche nella città pugliese di Taranto (altra città dove l’allevamento dei mitili è classico).

Seguendo le indicazioni di due biologi e naturisti (il professor Arturo Issel e il professor D. Carazzi), Albano cercò di espandere la sua attività nel Golfo della Spezia. Le osservazioni dei due ricercatori indicarono La Spezia come il luogo ideale per la molluschicoltura sulla mappa.

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Nel 1887 il Sig. Albano diede inizio al primo allevamento di cozze nel Golfo della Spezia. Ottenne buoni risultati, così nel 1890 fondò la sua nuova società, la S.a.S. Albano & C.

L’azienda andò avanti, tra alti e bassi, per 15 anni. Tuttavia, secondo le cronache, la produzione risultò essere migliore di quella tarantina, soprattutto per le dimensioni dell’esemplare e la solidità della conchiglia.

I MUSCOLI SONO UN SUCCESSO; I TARANTINI SEGUONO L’ALBANO, E POI… ARRIVANO I CONTADINI DI LA SPEZIA

Sulla scia di quanto ottenuto da Albano, altri ostricoltori tarantini si trasferirono nel Golfo, creando un fiorente artigianato e un’importante attività commerciale locale.

Il successo riscontrato dai mitili ha portato alla creazione di nuovi vivai, all’interno e all’esterno della diga foranea della Spezia e del canale di Portovenere.

Presto entrarono in campo i pescatori spezzini con i Carozzo, i Borio, i Guidi, i Di Francesco, i Godani, i Majoli, tutti nomi ormai ampiamente diffusi nei registri locali.

I MUSCOLI; ORO NERO DEL GOLFO DI SPEZIA

La mitilicoltura è tra le attività più consolidate dell’economia locale.

Recentemente affiancati dalle ostriche, gli allevamenti di mitili si estendono per oltre 90mila metri quadrati nelle acque del Golfo.

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